Mastro Marco Pizzeria Ristorante | Le Böte di MastroMarco – Episodio 4 | Lo sapevi che…La Castagna.
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23 Ott Le Böte di MastroMarco – Episodio 4 | Lo sapevi che…La Castagna.

Le Böte di Mastro Marco
Ep. 4
La Castagna

La storia di oggi arriva… dalla Valle Camonica.

Da sempre gli abitanti della valle, ai primi freddi dell’autunno pensano a lei, al frutto protetto dalle spine, al “cereale che cresce sugli alberi”. La Castagna

Esistono tanti tipi di castagna e iniziamo il nostro simposio andando a raccontare che esistono 2 tipi di castagna.
La prima si chiama Castagna, ma anche: Carpinese, Ciria, Lojola, Montan, Neiranda, Marrone, Pastinese, Brandigliana, Alotta, Lizzanese, Agostana, Rossera, Bellina, Biancola, Invernizza, Raggiolana, Valcamonica, Verdesa, Frombola, Pistolese, Torcione. La seconda solo Castagna.

La prima ha la pelle liscia, coriacea, bruno scuro. Sulla “punta” presenta la cosiddetta torcia, mentre alla basa ha una cicatrice chiamata ilo. La seconda no.

La prima è protetta da un guscio spinoso. La seconda no.

La prima è il frutto dell’albero del Castagno. La seconda è il seme dell’Ippocastano.

 

IL CEREALE CHE CRESCE SUGLI ALBERI

Si narra, si racconta e si legge che data l’abbondanza di piante presenti nella zona, il popolo della montagna imparò subito ad utilizzare la castagna tanto da influenzare la cultura e la storia dei luoghi. Del resto era una delle principali fonti di sostentamento, se non unica in alcuni casi e così fondamentale da ottenere la nomea di “pane dei poveri”.
Cruda, cotta, secce (biline) e una volta secca…macinata.
La farina di castagne, priva di glutine, era l’ingrediente perfetto per “tagliare” le altre e più costose farine ottenute dai cereali. Allungando le farine “classiche” si potevano ottenere tutti i piatti di consumo dell’epoca: pani , torte, biscotti, zuppe, polente e chi più ne ha più ne metta.
Povera di proteine, ma decisamente ricca di carboidrati ed energia.

 

DOLCE DI LATTE, PUREA DI CASTAGNE, PANNA MONTATA

Al Mastro Marco Ristorante Pizzeria il dolce del mese che proponiamo ad Ottobre si chiama
Monte Bianco. Un dolce classico autunnale e se dovessimo considerare le notizie dal Mondo, anche molto attuale. Lo abbiamo leggermente rivisitato e il risultato è un’esplosione di sapore e di sostanza. Abbiamo preso una manciata di biline (castagne secche) e le abbiamo messe a bagno nel latte per 12 ore.
Trascorsa la mezza giornata abbiamo messo il pentolone sul fuoco fin quando il latte non si è asciugato quasi completamente.
È un dolce al cucchiaio e ci serviva un supporto alternativo alla classica “ciotolina”, quindi perchè non utilizzare…una coppa Martini?!?

Bene, sul fondo del bicchiere abbiamo messo della riduzione del latte di cottura, della castagne cotte ne abbiamo fatto una purea leggermente gressa per poi adagiarla sulla crema di latte. Infine cosa manca? Una montagna di panna montata.

 

IL CONSORZIO DELLA CASTAGNA

Infine vorrei spendere delle parole per chi con la castagna è legatissimo.
Per dare voce e per far conoscere la castagna, la sua storia e affini è stato creata una associazione chiamata “Consorzio della Castagna della Valle Camonica”. “Il Consorzio della castagna nasce a Paspardo, paese della media Vallecamonica, nella primavera del 1996, per iniziativa della locale Amministrazione Comunale e di un gruppo di privati cittadini, accomunati dalla volontà di attivare un forte processo di rivalorizzazione di quel grande patrimonio che rappresentano i castagni della Vallecamonica”.

Il suo scopo è quello di “Riprendere una parte della nostra storia, ricordando l’enorme importanza  economica e sociale rivestita dai castagneti nei comuni della Valle, fino agli anni sessanta”.

Attraverso la Promozione, il Risanamento e la Rivalutazione economico-produttiva dei castagneti. Restaurando la tradizione (anche a fini agrituristici) il consorzio si pone l’obiettivo di creare oppurtunità occupazionale e allo stesso tempo di sviluppare specifiche competenze professionali.

Se voleste approfondire l’argomento e conoscere a fondo il mondo della castagna, vi invito a visitare il sito del consorzio (consorziodellacastagna.it) dal quale ho estrapolato alcune informazioni inserite nella storia.

 

 

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